Don Marino De Rosa, parroco di ss. Trinità

Contempla il mio volto, il cuore trafitto e credi all’Amore del tuo Signore.”

Venerdì 26 marzo, la parrocchia di Trinità ha accolto con gioia la nuova statua del “Cristo morto” per la processione del Venerdì santo.

Vi sono slanci che nascono talvolta per caso, ascoltando discorsi, fissando sguardi oppure, come è capitato, percependo la nostalgia che emerge sul volto di chi ancora a distanza di tanti anni ancora è ferito e brucia di collera per un furto operato nella Chiesa di Trinità che sa dell’incredibile: in una fredda notte invernale della fine degli anni ’70 qualcuno defraudò la Parrocchia di Trinità di una antica statua lignea del Cristo Morto.

Qualche tempo fa è bastato proporre semplicemente l’idea che subito ci si è lanciati a capofitto in una campagna di raccolta fondi in occasione della seconda edizione de “Il Gusto del pane”, per realizzare una nuova statua, che ha visto impegnata l’intera parrocchia e non solo.

Un sempre più crescente entusiasmo, da parte di tutta la comunità, ha accompagnato le varie fasi della realizzazione della statua commissionata ai maestri scultori dell’impresa BEJO di Ortisei (BZ), i quali con mani sapienti hanno interamente scolpito e dipinto a mano il legno di cirmolo utilizzato per questo tipo di sculture.

Intanto, in parrocchia, già da Natale in poi, si è pensato al giorno dell’accoglienza della statua. Il coro si è messo all’opera per preparare i brani eseguiti durante la solenne cerimonia di benedizione; in congrega il fermento è cresciuto sempre più da quando il mercoledì delle ceneri è stata annunciata l’avvenuta realizzazione del “Cristo”e perché tutto fosse organizzato alla perfezione per l’evento; tante persone, con semplicità e trepidante attesa si sono continuamente informate sulle varie fasi della lavorazione della statua, sulla sua grandezza, sul tempo in cui sarebbe arrivata in Parrocchia, per poterla finalmente vedere.

È il 26 marzo il grande giorno.

All’imbrunire un corteo di incappucciati ha scortato solennemente il “Cristo morto” dalla Cappella della Madonna delle Grazie al Cavone fino alla Chiesa Parrocchiale, dove la comunità riunita in preghiera, curiosa ed emozionata, ha accolto e reso grazie a Dio per il dono del volto dolcissimo di Cristo scolpito nel legno.

“Contempla il mio volto, il cuore trafitto e credi all’Amore del tuo Signore.” Ogni cosa ci rimanda all’amore di Dio, al suo sacrificio di amore, perché noi potessimo credere, lasciarci toccare da tanta Grazia immeritata, ma sempre sovrabbondante. Nostra gloria è la Croce, Del Re i vessilli avanzano, O Croce Fedele, Cuore di Cristo, Popolo mio, i canti eseguiti magistralmente durante il momento di preghiera… si passa dalla Croce che si erge gloriosa alle Lamentazioni, dal desiderio di salvezza di Dio per ogni uomo al Suo pianto perché rifiutato e abbandonato dall’opera delle sue mani.

Tanti occhi hanno guardato la statua, molti brillavano di commozione, qualcuno non è riuscito a trattenere lacrime più vistose. In tanti ci hanno creduto fino in fondo ed hanno visto realizzato il piccolo-grande sogno di una comunità. L’immagine di Gesù non ha fatto attendere a lungo miracoli e prodigi chiamati “comunione”.

Quest’anno, dunque, porteremo in processione non solo una nuova immagine del Cristo ma anche lo sforzo di comunione di una comunità, che tante volte ha subito lo strazio e l’infamia della divisione e che oggi con fiducia si stringe intorno al “sacramento” dell‘amore di Dio per respirare la sua pace, consapevole che “dalle sue piaghe siamo stati guariti”.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...