Musica e giochi intorno al fuoco

Articolo di: Assunta Russo

Ebbene sì, siamo giunti alla settima edizione della Sagra del ceppone, appuntamento ormai fisso del fitto calendario d’incontri della comunità mortorese.

Anche quest’anno i preparativi sono iniziati un bel po’ di giorni prima: tutti i ragazzi volenterosi della parrocchia, coordinati da alcuni tra i più saggi ed esperti adulti, si sono dedicati alla raccolta del legname necessario per il falò (disposti anche ad abbandonare il tepore di trapunte e cuscini la domenica mattina alle 7.00) e all’allestimento degli stands per la vendita che hanno ospitato poi sia la pesca di beneficenza dei giovanissimi che il tiro al bersaglio organizzato invece dall’Acr.

I giovanissimi hanno raccolto, grazie alla generosità dei commercianti carottesi, articoli di ogni tipo (abiti, oggettistica per la casa, per la persona, ecc.) da mettere in palio alla tradizionale pesca.

Le due serate di festa sono state allietate una da un karaoke a cui partecipavano tutti i gruppi Acr e chiunque avesse voluto cantare, l’altra da una simpatica tombola e dal concorso di “Mister Mortora” che ha riscosso davvero un grande successo.

Un’esperienza molto bella poi è quella vissuta dai ragazzi che hanno preparato il falò la notte tra il 12 e il 13 dicembre. Infatti quando tutti ormai sono tornati alle loro case, loro si riuniscono vicino al fuoco e trascorrono l’intera notte vegliando sulle fiamme, giocando, mangiando, chiacchierando, trascorrendo insomma del tempo assieme che è il miglior legante per costruire salde fondamenta per la comunità di domani.

Queste attività esterne hanno ragione di essere in quanto esplicazione di una festa più grande, quella della memoria del martirio di S. Lucia avvenuto durante le persecuzioni di Diocleziano a Siracusa. Immancabile la celebrazione dell’Eucarestia alle 5.30 del mattino, tradizione ormai consolidata di cui abbiamo memoria anche grazie ad alcuni libri rinvenuti in chiesa in cui si parla di “bronzi sacri” che suonavano a festa persino nel cuore della notte, alle 4, per richiamare i fedeli alla celebrazione.

Segue poi un momento dolce per tutti i partecipanti durante il quale si sorseggia cioccolata calda vicino al falò.

 

Il testo è tratto dall’edizione del 26 dicembre 2010. Per richiedere questa edizione (numero 42) contatta la redazione.

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