Le trasferte del Napoli a Verona

Articolo di: Adriana Ciampa

“Giulietta è na’ zoccola” comparve all’ improvviso nella Curva degli ultrà napoletani al Bentegodi di Verona in risposta ai “Forza Vesuvio, terroni, tornate in africa, colera”, ecc.

Tutta la fantasia, l’ironia, la simpatia dei napoletani contro il razzismo becero di una frangia di tifosi veronesi, convogliato poi in un partito politico dal re degli “gnurant” Umberto Bossi. Certo allora gli ultrà napoletani e veronesi se le davano di santa ragione. Ma da allora ne è passata d’acqua (dell’Adige) sotto i ponti: l’Hellas Verona è quasi scomparso dal calcio che conta. La Verona calcistica è però degnamente rappresentata dal Chievo (Pandoro Paluani) Verona; e quest’anno questa “simpatica” squadretta ci ha preso 6, dico 6, punti su 6. Oggi il clima tra tifosi è diverso, è sopita la guerra degli striscioni, quelli offensivi sono severamente sansionati; noi comunque al pandoro continuiamo a preferire le zeppole.

Alleniamoci a rifiuti zero

Articolo di: Adriana Ciampa

Sabato 4 febbraio, alla vigilia della Mezza Maratona Mare e Monti Castellamare-Sorrento si è tenuto nella sala consiliare del Comune di Sorrento un convegno “Verso un evento sportivo a rifiuti zero” a cura di Penisola Verde con testimonial la medaglia d’oro olimpica Stefano Baldini. Hanno partecipato con i loro interventi il sindaco Cuomo, Sandro Del Naia, presidente regionale della Federazione italiana di atletica leggera, Giovanni Esposito, consulente del Coni, Fabio Costarella, responsabile area Sud del Conai, Gianluca Bertazzoli, responsabile della Comunicazione del Corepla, Roberto di Molfetta, responsabile area Riciclo del Comieco, Fernanda Novellino, responsabile Comunicazione di Tetra Pak Italia, Carmine Castellano, dal 1989 al 2005, organizzatore del Giro d’Italia di ciclismo.

Si è partiti da una domanda: è possibile un evento sportivo a rifiuti zero? Continua a leggere

Il Parlamento: un pantano da bonificare

Articolo di: Luigi Russo

Parto subito dal dunque. Sono contro la scheda bianca. Lo sono non per qualche ideologia o qualche profonda riflessione, ma per un fatto pratico, numerico. Come diceva Francesco, nel suo articolo introduttivo a questo argomento, la scheda bianca di una percentuale molto alta di persone, almeno un 30 per cento dei votanti, sarebbe un segnale che i politici non potrebbero sorvolare. Ma, andando a valutare la reale fattività di un gesto del genere, si può arrivare alla conclusioni che è irrealizzabile, in quanto sarebbe assurdo pensare che tanti milioni di persone si mettano d’accordo per un tale gesto. Da questo si giunge facilmente alla conclusione che tutte le schede bianche, ma anche quelle scarabocchiate o il semplice non andare a votare, sono, e saranno, un semplice demandare la scelta a qualcun altro.
Sorge spontanea la domanda: chi votare? Chi può tirare fuori l’Italia da questo pantano politico, fatto di scandali a luci rosse e interessi personali? Continua a leggere

Le troppe note stonate dell’Ariston

Articolo di: Francesco Bevacqua

Roberto Vecchioni con la spilla-gufo della Gialappa's

Da molti anni ormai prima, durante e dopo il festival della canzone italiana non si parla d’altro che di cachet, di vallette, presentatori e superospiti. Persino i fiori sembrano avere più importanza di quelle che alla fine dovrebbero essere le protagoniste indiscusse della kermesse: le canzoni. Poi si considera il loro livello qualitativo ed è meglio tornare a parlare di cachet, vallette, presentatori. Un tempo tempio di Modugno, Villa, Tenco e altri maestri, oggi vetrina spudoratamente commerciale per artisti sulla via del tramonto o in pseudo-ascesa post-talent show. Quest’anno, in particolare, indigestione di meteore et similia: hanno cantato dagli sconosciuti o quasi Luca Madonia, La Crus e Davide Van De Sfroos fino alle “amiche” Emma e Loredana, quest’ultima in un a dir poco spaventoso duetto con Anna Tarangelo. Continua a leggere