Il Parlamento: un pantano da bonificare

Articolo di: Luigi Russo

Parto subito dal dunque. Sono contro la scheda bianca. Lo sono non per qualche ideologia o qualche profonda riflessione, ma per un fatto pratico, numerico. Come diceva Francesco, nel suo articolo introduttivo a questo argomento, la scheda bianca di una percentuale molto alta di persone, almeno un 30 per cento dei votanti, sarebbe un segnale che i politici non potrebbero sorvolare. Ma, andando a valutare la reale fattività di un gesto del genere, si può arrivare alla conclusioni che è irrealizzabile, in quanto sarebbe assurdo pensare che tanti milioni di persone si mettano d’accordo per un tale gesto. Da questo si giunge facilmente alla conclusione che tutte le schede bianche, ma anche quelle scarabocchiate o il semplice non andare a votare, sono, e saranno, un semplice demandare la scelta a qualcun altro.
Sorge spontanea la domanda: chi votare? Chi può tirare fuori l’Italia da questo pantano politico, fatto di scandali a luci rosse e interessi personali? Non sono qui a fare campagna elettorale per qualcuno e non devo portare avanti le idee di nessun partito a cui sono iscritto, visto che non sono iscritto in nessuno, ma per dare una opinione su come uscire da questa situazione. Prima di tutto, bisogna uscire dalla dicotomia destra-sinistra. Ormai questi concetti sono logori e sopratutto servono solo a creare divisioni, a destabilizzare e disorientare il cittadino, mentre i mestieranti politici, soprattutto quelli che ne tirano le fila, sanno bene come sfruttare il motto romano
dividi et impera. Se si vuole dominare un popolo, basta creare divisioni al suo interno, creare i comunisti e i loro alter ego, i fascisti, che si danno battaglia nel teatro della politica, mentre il “creatore”, il burattinaio, continua a fare i cavoli suoi e a dominare. Per creare una nuova politica, fatta di vera “partecipazione alle cose della città” (come da definizione) si deve andare al di là di quello che c’è oggi, fare tabula rasa, foglio bianco, e ripartire con una forte presa di coscienza generale della degenerazione attuale, con nuove persone e “individui nuovi”, di una nuova generazione, perche una nuova casa va costruita su nuove fondamenta se quelle vecchie sono marce, e non c’è bisogno di discutere se quelle della politica italiana lo siano o no. Quindi cercate novità, partiti giovani e con tanti giovani, con idee nuove; perché “chi cerca, trova”, e più saremo a cercare più il nuovo si farà avanti. Perché il nuovo c’è, bisogna solo farlo sbocciare in ognuno di noi.

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