Nuovo consiglio parrocchiale a San Michele

Il mandato di Gino Cacace come presidente di Azione Cattolica giunge al termine e le elezioni del nuovo Consiglio parrocchiale si impongono all’attenzione della comunità di San Michele. Viene eletto Mario Casa che racconta la sua esperienza in AC sulla pagine del giornale e fornisce i dati delle elezioni e delle nomine assegnate settore per settore, come illustra lo schema riassuntivo riportato di seguito.

NB.lo schema seguente è aggiornato rispetto all’edizione cartacea: le informazioni fornite sono state corrette a seguito della gentile segnalazione dei nostri lettori

UN PRESIDENTE ZAINO IN SPALLA

Intervista di: Cecilia Santovito

Mario, descriviti brevemente, chi sei, e quali sono le tappe che negli anni ti hanno condotto a questo incarico?

Mario è un padre e un marito, che nel suo cammino ha ricevuto tanto: da ragazzo all’Acr, dal 1981, uno dei pochi fortunati componenti dell’unico gruppo 6-8 della nostra storia di Ac; da giovanissimo tra i pionieri del Gruppo Ministranti; da giovane come animatore. Negli ultimi dieci anni, tra il “mettere su famiglia”, e a causa dei ritmi lavorativi, sono stato un po’ solo spettatore di quanto avvenuto nella nostra parrocchia: tuttavia l’impegno dell’animazione musicale della messa delle 11.15, mi ha tenuto fortunatamente legato almeno all’Eucarestia settimanale. Da alcuni anni poi, l’esperienza dei gruppi Giovani Famiglie, mi ha progressivamente riportato tra le mura del centro parrocchiale, ed oggi vedo già all’orizzonte, di qui al termine del mio mandato di Presidente, l’ingresso di mio figlio all’Acr.

Quali sentimenti hai provato in occasione della nomina?

Il mio primo pensiero è andato al fatto di avere la possibilità di supportare meglio don Pasquale (don Pasquale Irolla.ndr). Lui prima di essere il mio parroco, è stato il mio animatore nei giovanissimi: facile capire l’affetto che mi lega a lui. Più che un sentimento dunque, in occasione della nomina ho pensato: è il momento di mettere in pratica ed in opere i tanti discorsi fatti da giovane/giovanissimo.

Raccogli il testimone della presidenza dalle mani di Gino Cacace, quali pensi siano stati i frutti raccolti in questi anni, e quali i progetti da realizzare nel prossimo triennio?

Gino non lo conosco bene, però l’immagine che ho di lui è quella di un padre, uno che sa sempre quale sia la cosa giusta da fare: in effetti ha anche un po’ l’aspetto del Capitano di lungo corso, quello che mantiene la barra del timone dritta anche durante le tempeste. Credo che in questi anni di transito per la nostra parrocchia, dopo l’ordinazione episcopale di Arturo (S.E. Arturo Aiello, attuale vescovo di Teano-Calvi.ndr), Gino sia stato veramente l’uomo giusto per tenere salda la rotta. Per quel che mi riguarda, ho dei progetti, ma mi sento soprattutto disposto a supportare tutto quanto di buono viene già fatto in Ac, in particolare tra i ragazzi, i giovanissimi e i giovani. Per il mondo adulti credo invece che l’emergenza più pressante – e non da oggi, se già nel 1998 come animatore, organizzavamo con Giovanni Ruggiero una “Scuola Genitori” – sia quella delle famiglie. Il primo passo potrebbe essere quello di riuscire a coinvolgere i genitori dei bambini che si preparano alla Prima Comunione nelle attività di formazione della parrocchia. Il sogno che porto nel cuore, però è legato al seme gettato nel Sinodo di Campitello Matese del 1996, in cui sognammo di completare la realizzazione di tre templi: quello della Parola che è la nostra basilica, quello della Formazione che è il centro parrocchiale, quello della Famiglia che è ancora nei nostri cuori, ma le realtà dei gruppi Giovani Famiglie 40enni e 30enni, sono oggi forse un primo passo in quella direzione.

Ogni anno l’Ac propone per l’intero anno associativo uno “slogan” sempre nuovo, quale sarà il tuo come Presidente?

Beh quelli dell’Ac più che slogan sono versetti evangelici che possono caratterizzare, dare un’impronta all’anno associativo. Per quel che mi riguarda invece partendo da quanto don Pasquale ha avviato con la rinuncia al progetto della sala interrata al centro parrocchiale e la ri-progettazione dell’agorà, il motto potrebbe essere Ri-progettiamoACI! La storia della nostra parrocchia, soprattutto negli ultimi trentacinque anni, è davvero un fiume di grazia. Oggi tocca a noi dare il nostro contributo e supportare don Pasquale, anche con le competenze di ognuno, e collaborare al progetto sempre in divenire che è la nostra parrocchia, perché questo fiume di “Grazia” non secchi ed anche i nostri figli se ne possano abbeverare nei prossimi anni.

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