Un grande evento per cristiani e studiosi

Articolo di: Iole Filosa

Se a volte vi siete chiesti come venga utilizzato nel concreto quell’8 per mille devoluto alla Chiesa Cattolica qui troverete una risposta soddisfacente. Il 18 febbraio 2011 sono stati infatti aperti al pubblico la Biblioteca e l’Archivio storico della diocesi di Sorrento-Castellammare di Stabia, 20.000 volumi (e non solo) recuperati, riordinati e messi a nuovo proprio grazie al contributo della Conferenza Episcopale Italiana (CEI) proveniente da una parte dell’8 per mille destinato dai cittadini alla Chiesa Cattolica. Durante il convegno, svolto nella sala Sant’Antonino presso la cattedrale di Sorrento, si è messo in evidenza la particolare rilevanza di questa svolta nella storia del territorio, «un momento intensamente culturale, di crescita, in cui si guarda al futuro pensando al passato» come l’ha definito l’arcivescovo Felice Cece ringraziando i presenti e i curatori dell’evento. Dietro la cattedra don Antonio Cioffi, delegato arcivescovile per la Cultura e i Beni Culturali, ha introdotto l’argomento esprimendo lode per tutte le parrocchie e gli ecclesiastici che hanno affidato generosamente alla biblioteca diocesana il materiale conservato nelle canoniche e, di contro e senza mezzi termini, aspro biasimo per chi, invece, ha scelto di non contribuire.

Cuore della conferenza è stata la presentazione dei lavori, a cura di Mariagrazia Spano: il primo passo effettuato è stato il riordino degli ambienti, con annessa climatizzazione, importante per la corretta conservazione dei volumi; in secondo luogo la catalogazione e l’informatizzazione del materiale su criteri storico-logistici finalizzata anche alla consultazione del pubblico in sala lettura. Ancora in corso l’allestimento di nuovi spazi, la digitalizzazione degli elenchi e la necessità di integrare la biblioteca, al momento ferma agli anni ‘60.

Le origini della biblioteca – spiega Mariagrazia Spano – risalgono al 1574 quando monsignor Donzelli, allora arcivescovo di Sorrento, decise di ricostruire la diocesi e l’archivio diocesano dopo l’invasione dei turchi chiedendo alla Chiese della zona di far convogliare il materiale sopravvissuto, accresciuto nel tempo grazie a svariati fondi. Un primo importante fondo è costituito dalla basilica di Sant’Antonino: l’arcivescovo Donzelli, alla sua morte, donò tutti i suoi libri alla basilica con vincolo di spostamento in biblioteca in caso di emergenza. Altri libri provengono dall’Eremo del deserto, altri ancora dalla donazioni di Vincenzo Calà, vescovo di Sorrento dal 1805 al 1817, e di tanti altri prelati, rettori di seminario, ex direttori della biblioteca diocesana che hanno fatto donazione dei propri libri, come consuetudine.

Un prezioso tesoro di cui, con l’abbandono, si era perso di vista il valore ma che oggi è accuratamente catalogato: una prima sala raccoglie libri di filosofia, letteratura e Sacra Scrittura, ma anche di diritto – in particolare canonico – materia che godeva di grande attenzione in seminario, e libri appartenuti all’Accademia degli Umili di S.Tommaso, fondata a Sorrento da monsignor Giuseppe Giustiniani; una seconda sala invece comprende l’area della catechesi, della teologia e della dogmatica; nella sala lettura (20 posti, con collegamento ad internet) infine vi sono le discipline storiche.

Non mancano le edizioni di pregio, per le quali sono state rinvenute numerose richieste di acquisto, tutte meticolosamente e fortunatamente rifiutate dalla diocesi di Sorrento – Castellammare di Stabia. Si vantano 10 antifonari del XV secolo sebbene la rilegatura risalga al 1800; 4 esemplari di incunaboli, uno di particolare importanza è quello di Valerio Massimo, l’unico ad avere la copertina originale; preziose cinquecentine di letteratura, diritto, storia e Sacra Scrittura; la grammatica greca di Aldo Manuzio, editore e umanista ritenuto il maggiore tipografo del ‘500; le cronache delle visite ecclesiali a cura di Giovanni Villani, più famoso per i resoconti della città di Firenze e per la sua “Nuova Cronica”, la storia da Babele fino al 1300 circa. Vi sono poi manoscritti rilegati nel 1800, di cui uno donato da Bartolomeo Capasso, storico, archivista e archeologo, nel XVII secolo. Particolarmente agognata dagli storici è poi la Bibbia poliglotta pubblicata a Londra.

L’archivio diocesano include due sale e raccoglie materiale proveniente dalla diocesi metropolita di Sorrento, Massa Lubrense, Sorrento e Capri. Tra le altre qui è conservata la documentazione del Sinodo provinciale del 1597 quando monsignor Pavesi si prefissò di riordinare la diocesi secondo i canoni del Conciclio di Trento e la testimonianza della visita di monsignor Nepita che impose l’arrivo degli archivi direttamente in episcopio per evitare dispersioni, un altro importante tassello storico per la conservazione del materiale a noi pervenuto oggi.

Il convegno è stato inoltre anche l’occasione per la presentazione a cura di Giovanni Polara, Ordinario di Letteratura Latina medioevale e Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Federico II di Napoli, del libro “Per una storia dell’Italia tardoantica cristiana” edito da Edipuglia, nel 2009 e scritto da Giorgio Otranto, direttore del Dipartimento di Studi classici e Cristiani dell’Università di Bari. Presentato come un’icona del lavoro che potrebbe essere fatto anche nella biblioteca diocesana di Sorrento-Castellammare, si è messo in evidenza il suo valore sia per il prezioso repertorio sulla vita e le tradizioni della Chiesa, sia per l’innovazione della metodologia dello studio. «Un volume di cui non si può fare a meno – dice Polara – per lo studio della tardoantichità» e che, a conclusione dell’incontro, viene donato al vescovo Cece ed anche alla biblioteca della diocesi.

L’ultimo atto dell’incontro prevede la visita agli ambienti di cui, durante il convegno, sono scorse le immagini in videoproiezione. Dopo il fascino delle parole si passa quindi al fascino della tangibilità. Salendo le scale del palazzo arcivescovile, al terzo piano, è collocata la biblioteca diocesana e in sala lettura, tra un leggerissimo odore di vernice, le gabbie che custodiscono i libri più preziosi e un arredo semplice ma nello stesso tempo austero, monsignor Felice Cece provvede alla benedizione degli ambienti, aprendoli ufficialmente al pubblico.

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2 risposte a "Un grande evento per cristiani e studiosi"

  1. angelo 19 aprile 2011 / 10:23

    Da oltre un mese Ho fatto una richiesta per consultare la tanto decantata biblioteca. Fino ad oggi non ho avuto nessuna chiamata ed è altrettanto diffiile parlare con qualche addetto.

    • angelo 19 aprile 2011 / 10:37

      Probabilmente l’unica persona che ha accesso alla biblioteca è la responsabile.

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