Una presidente per Mortora

Articolo di: Susy Russo

Questa storia che vogliamo raccontare oggi è iniziata circa un mese fa nella canonica della chiesa di Mortora. Era la prima riunione del consiglio neoeletto dopo l’assemblea del 12 febbraio. Nell’aria c’era una sensazione di rinnovamento: nuovi consiglieri, nuovi responsabili di settore da eleggere e soprattutto nuovo presidente!
Una piccola nota di ordine pratico: a differenza degli altri anni il consiglio di questo triennio annovera più presenze (8 invece di 6) poichè tra gli adulti 2 avevano ricevuto lo stesso numero di voti e quindi, siccome venivano eletti 4 adulti dovevano essere eletti anche 4 giovani.

Carmelina Russo, neo presidente

Come richiede la prassi, con tutti i votanti favorevoli, è stata scelta come presidente parrocchiale Carmelina Russo, che oggi “Il Centro” incontra. Posso raccontare in prima persona, perché faccio anche io parte del consiglio, di aver visto per la prima volta Carmelina senza parole (don Francesco, il nostro parroco, proponeva anche un pochino di acqua e zucchero), ed ha proprio ragione perché non sono poche le responsabilità che l’attenderanno.
Carmelina, allora raccontaci un po’ la tua storia in Azione Cattolica.

Ho iniziato a muovere i miei primi passi in Azione Cattolica fin da piccola, quando frequentavo il gruppo parrocchiale dell’Acr, ma il legame con questa grande associazione l’ho iniziato a vivere in misura più piena da quando sono divenuta educatrice Acr nel 2004. Essere educatori mi ha aiutato molto anche a sentirmi ancora di più tassello di questa grande famiglia che dura da più di 140 anni e che continua ad esistere grazie al contributo di ciascuno di noi.
Da educatrice, poi, sono divenuta responsabile Acr nel 2005 e poi, responsabile del settore giovanissimi nel 2009. Ed ora, eccomi qui ad essere presidente…

Prima abbiamo ricordato il momento della tua elezione, dall’esterno ci sei sembrata molto emozionata, cosa hai provato?

Quando la sera del 20 febbraio sono stata eletta presidente dai neo consiglieri di AC, ho provato una di quelle emozioni che difficilmente si dimenticano e che non ti fanno prendere sonno: dalla gioia ho passato la notte in bianco! è stato in quel momento che mi è sembrato di toccare il cielo con un dito, pur avendo i piedi ben piantati a terra!

Il 20 febbraio è iniziata una nuova avventura, di sicuro avrai mille aspettative e altrettante cose da fare. Su cosa vorrai focalizzare l’attenzione in questi tre anni che ti vedranno protagonista come presidente?

Mi piacerebbe molto fare insieme agli aderenti un cammino che ci riporti alle origini di questa associazione, facendocela conoscere e amare di più, attraverso i suoi documenti, le sue testimonianze, il suo essere “di più”.
Il mio grazie va all’ex presidente, Andrea de Rosa, per aver “scommesso” su di me, e tramite me, sui giovani: «Beati noi giovani se costruiremo la giovinezza nel rispetto della vita e nell’attenzione dell’uomo in un mondo malato d’egoismo: daremo testimonianza d’amore» ci ricorda la Comunità di Taizé e io auguro ai giovani di vivere il loro tempo senza perdere tempo: «rimbocchiamoci le maniche» e «sporchiamoci le mani» per quel “di più” che è insito dentro ciascuno di noi, ma che a volte, fatica ad uscir fuori. Io ci sto, e tu?


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