Odissea sulla SS 163 Amalfitana

Articolo di: Francesco Bevacqua

SS 163 Amalfitana intensamente trafficata. Foto di Antonella Coppola

Gravi disagi per chi ha deciso di percorrere in mattinata la strada alternativa alla statale sorrentina occupata dagli operai Fincantieri che manifestano contro la chiusura dello stabilimento di Castellamare. La SS 163 Amalfitana si è trasformata in un lungo ed immobile serpentone di lamiera ed i tempi di percorrenza sono stati epici: dalle tre alle cinque ore di fila per percorrere il tratto che collega Furore ai colli di San Pietro di Piano di Sorrento. Una brutta esperienza che ha coinvolto anche la nostra redattrice Antonella Coppola che ha parlato di traffico completamente fermo a causa degli autobus che hanno trovato grandi difficoltà a superare la contorta via costiera. Da sottolineare soprattutto l’assenza di vigili urbani e polizia municipale: secondo i testimoni le pattuglie stazionavano all’inizio e alla fine dell’asfissiante ingorgo mentre neppure un vigile in scooter è stato incontrato nel mezzo della ressa. Molti autisti volenterosi hanno dovuto così sostituire le forze dell’ordine suggerendo le manovre ai numerosissimi bus che hanno trovato enormi difficoltà a superare i tornanti e le curve che caratterizzano uno dei percorsi più belli d’Italia. Nei pressi di Vietri si era sparsa la voce di una estensione della protesta operaia alla SS Amalfitana per impedire l’utilizzo di qualsiasi via alternativa al blocco di Pozzano: si trattava invece solo di traffico intenso dovuto alla scelta obbligata di preferire quella strada alla SS 145. Notizie incerte anche sul funzionamento della Circumvesuviana: in prima mattinata testimoniati lunghissimi viaggi per arrivare sul posto di lavoro o di studio mentre la situazione sembra si sia risolta dopo neanche due ore di disagio. Gli sfortunati protagonisti della vicenda hanno dovuto subire la beffa oltre al grave danno, reso più insopportabile dall’esplosione del caldo estivo: i manifestanti, in strada dalle 5.56 del mattino secondo i media locali, hanno sciolto il picchetto poco dopo le 10. Sarebbero quindi bastate un paio d’ore di stop per riprendere la normale circolazione. L’obiettivo, sembra chiaro, era proprio quello di paralizzare traffico e mobilità nelle ore di punta per gli spostamenti, ma è francamente difficile comprendere per quale motivo a pagare la gestione del cantiere e del posto di lavoro degli operai debbano essere i pendolari, soprattutto studenti, già vessati dal rincaro pesante dei biglietti dei mezzi di trasporto e stanchi degli ormai innumerevoli problemi che presentano, al di là delle manifestazioni dei lavoratori disperati.

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