Un Papa venuto dalla Galilea

Articolo di: Rosetta Filosa Parlato

Foto tratta da "Giovanni Paolo II - Un papa tra la gente" De Agostini

«Si dissero l’un l’altro: Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?». (Luca 24,32) Le parole del Vangelo di Luca a proposito del cammino dei discepoli di Gesù verso Emmaus più di altre incarnano oggi il nostro sentire che veramente Giovanni Paolo II, come Gesù, ha camminato con la gente, ha cambiato il cuore di tanti, ha conquistato l’amore di tutta l’umanità. Chi non ricorda il primo giorno del suo pontificato, giorno in cui abbracciò il mondo intero e la Chiesa con un invito: «Non abbiate paura! Aprite, spalancate le porte a Cristo! Non abbiate paura! Cristo sa cosa c’è dentro l’uomo. Solo lui lo sa!»? Ed ancora quello fatto ai giovani dell’88, nello stadio di Torino: «Amare autenticamente, da cristiani, significa oggi tante volte andare contro corrente, essere uomini schietti che dicono male al male e bene al bene e con coraggio scelgono… Amare da cristiani è questo miracolo: fare perno su Dio attraverso la persona di Cristo e donarsi agli altri in atteggiamento di disponibilità, di accoglienza, di aiuto. Entro quest’area le vocazioni al matrimonio, come alla vita consacrata, saranno vocazioni all’amore. Amando sul serio, acquisterete l’intelligenza e la cultura all’amore, la correttezza nel vedere le esigenze e la concretezza del donarsi».Andrè Frossard, accademico francese, affascinato dal dinamismo e dalla passione che hanno caratterizzato tutta la vita e la missione di Karol Wojtyla dice: «Questo Papa non viene dalla Polonia ma dalla Galilea: è uno della banda dei Dodici che arriva direttamente dal Vangelo, con la rete sulla spalla e il Nuovo Testamento sotto il braccio». È proprio, dal di dentro, attraverso le sue parole che possiamo incontrare l’uomo e il santo. Da esse chiara emerge la purezza di un’anima tutta di Cristo e della sua Chiesa. «Totus tuus» dice a Maria e «Sia fatta la tua volontà» dice a Dio ogni giorno mentre pian piano, eucaristia dopo eucaristia, da un piccolo uomo plasmato dalla forza dello Spirito vien fuori un Santo. A rientro dal suo pellegrinaggio in Terrasanta colmo di emozione per aver visitato tutti i luoghi santi fra cui Nazareth, la città di Maria, scrive: «Oh, sapere che le pietre / su cui cammino a Nazareth / sono le stesse che il suo piede / toccava quando era ancora lei / il tuo luogo unico al mondo. / Incontrarti attraverso una pietra / che fu toccata dal piede / di tua Madre!»

Chi in questi giorni ha avuto la gioia e la fortuna di poter essere presente a Roma per la sua beatificazione certamente porta nel cuore questi sentimenti. Sarà bello ascoltare tanti che diranno: «Ho camminato con Giovanni Paolo II! Ho toccato il suo mantello! Karol è Vivo!». Oggi più che mai questo grande Papa tutti ci benedice e ci esorta a vivere da veri risorti: «Abbiate fede nel Dio della vita, che ha creato ogni individuo come un miracolo. È l’atteggiamento di coloro i quali vedono la vita nel suo significato più profondo, che ne afferrano la piena gratuità, la bellezza e l’invito alla libertà, alla responsabilità. È l’atteggiamento di coloro i quali non pensano di possedere la realtà, bensì l’accettano come un dono, scoprendo in tutte le cose il riflesso del Creatore e vedendo in ogni persona la Sua immagine vivente».
Scoprire il riflesso del Creatore in tutte le cose, amare in ogni essere vivente Dio che sempre ci precede, ci sfugge, ci meraviglia, mettere al centro la dignità di ogni creatura, cercare Cristo in tutti con una grande fede e con una generosità sempre più grande. Basterà un segno del suo passaggio, una traccia del suo potere e del suo amore per far nascere nel cuore la speranza più bella, quella che l’Amore non avrà mai fine. Quanti Santi camminano al nostro fianco: tralci per essere uva, per essere vino, per essere sangue di Cristo. Uomini che sanno dire “Sì”. Uomini soli. Santi solo per Amore. Santi confortati solo dal «dolce mentovare de Te, Jesu». Riconoscerli è un buon inizio. «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?». Auguri e buon cammino a te, chiunque tu sia.
Il testo è tratto dall’edizione del 29 maggio 2011. Per richiedere questa edizione (numero 47) contatta la redazione.

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La passeggiata virtuale di Neri Marcorè

Clicca qui per vedere il video realizzato da Neri Marcorè in collaborazione con Telethon e scopri come fare a partecipare!

Articolo di: Biagio Verdicchio

Neri Marcorè per WalkOfLife

Anche il Comune di Piano di Sorrento aderisce all’iniziativa “Walk of Life” di Telethon, invitando tutti ad una camminata all’interno dell’area marina protetta di Punta Campanella. L’iniziativa, prevista per la giornata di ieri, ha aperto una due giorni all’insegna dell’aiuto per la ricerca. Stasera infatti, a partire dalle 18.00, ci ritroveremo poi tutti nello slargo di Via San Michele per lo show “Mamme per la ricerca” in collaborazione con l’Oratorio di San Nicola e l’associazione “Mamme al Centro“, evento patrocinato dal Comune di Piano di Sorrento, dedicato proprio alla raccolta fondi per Telethon. “Walk of Life” di Telethon consiste in una serie di passeggiate all’aria aperta organizzate nei più bei parchi naturali di ogni regione d’Italia, dove si potrà non solo scoprire molte curiosità grazie alle guide esperte, ma soprattutto contribuire con una donazione alla ricerca contro le malattie genetiche. Per la prima volta quindi la raccolta fondi Telethon ha avuto come palcoscenico quello naturale dei 200 parchi disseminati in tutto il territorio nazionale. I partecipanti hanno potuto effettuare una donazione e sostenere così la ricerca scientifica sulle malattie genetiche. Una guida ha illustrato le meraviglie dell’area marina di Punta Campanella e un ricercatore ha raccontato del proprio impegno verso la cura delle malattie genetiche. Questa importante iniziativa ha avuto come Testimonial il noto attore Neri Marcorè. Come accadde per la maratona Telethon, che nacque in America nel 1966 e sbarcò nel nostro Paese nel 1990 , l’idea della camminata a scopo benefico è una novità per l’Italia, ma altrove, soprattutto negli Usa, è già stata sperimentata con successo.

Il leoni di Wimbledon nell’arena capitolina

Articolo di: Adriana Ciampa

La redattrice Adriana Ciampa con la tennista Flavia Pennetta

Durante la settimana che va dal 7 al 14 Maggio si è svolto a Roma il Master 1000 Internazionali d’ Italia, il più importante torneo di tennis che ha luogo in Italia. Per la prima volta dalla nascita del torneo è stato scelto l’ utilizzo della formula “combined” un’unica settimana in cui uomini e donne giocano contemporaneamente. Le speranze italiane erano riposte nei vari Starace, Volandri, Bolelli, Pennetta ma sopratutto nella detentrice del Roland Garros Francesca Schiavone, che purtroppo dopo la trionfale vittoria durata oltre due ore Giovedì 12 contro la slovacca Daniela Hantuchova (io c’ ero) ha ceduto il giorno seguente sconfitta dalla (poi finalista) Samantha Stosur. Anche quest’ anno ho assistito alla sconfitta di Roger Federer ormai da un paio d’ anni avulso ad arrivare in fondo al torneo capitolino, l’ ex numero uno del mondo ha ceduto non senza combattere perdendo al tie-break del terzo set da un Gasquet ritrovato. Nadal e Djocovic rispettivamente numero 1 e 2 del mondo sono come da copione arrivati in finale,dove il serbo ha vinto per al seconda volta consecutiva sulla terra, contro un Nadal che al Roland Garros si troverà a difendere lo scettro di numero 1 al mondo e Re di Francia. A livello femminile Roma ha incoronato una nuova Regina la russa Maria Sharapova che stando alle statistiche ha battuto per l’ ottava volta consecutiva Samantha Stosur. La nuova formula adottata ha richiamato a Roma il grande pubblico che ha toccato il suo massimo il Mercoledì con ben 16000 ingressi. L ‘emozione di vedere il grande tennis e i vari campioni dal vivo non ha prezzo. Il Centro c’ era.

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Inizia la prova costume. “Io come Bridget Jones”

Articolo di: Adriana Ciampa

Pronte per la prova costume?

Scena tratta dal film "Il diario di Brudget Jones"

La domanda che affligge noi ragazze alle porte dell’ estate. Mentre i nostri ragazzi, amici, colleghi si rimpinzano di pizza birra e carboidrati vari senza mettere un filo di pancia, un accenno di grasso, senza fare un’ora di palestra. Noi siamo li che mangiamo le nostre barrette dietetiche,pesiamo la pasta rifiutiamo il dolce; spegniamo tv, radio, internet quando la fatidica domanda incombe e compaiono ragazze bellissime magre, sorridenti. Ma noi non crediamo che siete così grazie ai vostri stupidi cereali!!!

Ed eccoci qua a fine Maggio dopo aver sottovalutato, dribblato, evitato, lavorato pur di evitare lui; ma ormai siamo li di fronte al nostro critico più severo quello che ci fa più paura, muto ma purtroppo la verità è che un’immagine vale più di mille parole. Ci avviciniamo lentamente apriamo gli occhi ormai è fatta siamo faccia a faccia con lui LO SPECCHIO che ci mostra per quelle che siamo davvero: i chili di troppo accumulati durante l’ anno, caviglie grosse, fianchi larghi, cellulite… Ma da quand’ è che ho la cellulite?

Ed è allora che ci rendiamo conto di nn essere pronte per la prova costume.

Ma noi siamo forti non ci lasciamo scoraggiare, Reagiamo iniziamo ad organizzare degli improbabili programmi mix di dieta e fitness. Oggi è domenica giuro che domani inizio con la dieta,potrei iscrivermi in palestra a maggio nn mi sembra il caso fa caldo. Agenda alla mano annotiamo una lista di buoni propositi per la settimana voglio perdere almeno 2 kg.

Per tirarci su nn c’ è niente di meglio k un caffè con le amiche. Siamo forti per Noi senza zucchero.

Ed ecco un’amica all’opera: «Tesoro ma tu non sei grassa guardati stai benissimo così!». Sorridiamo sollevate, se nn fosse per quell’amica della tua amica che non hai mai visto prima è mezz’ ora che t squadra a un certo punto fa: «Sai, questo è l’anno delle 46, la 40 ormai è out» . «Ma io sono una 44» obiettiamo mentre sprofondiamo nella sedia aggiungendo la seconda bustina di zucchero al caffè.

Fanta…Centro: Incredibile rimonta

Articolo di: Adalberto Koepke

E’ finita e i complimenti vanno prima di tutto al vincitore Francesco Bevacqua con Chicharito’s che chiude i giochi all’ultimo respiro con 2787 punti totali. Un “bravo” agli inseguitori Cartoplastic di Giosuè Coppola (2775 punti) e Borriello’s Team di Ciro Savarese (2772.5 punti)che hanno lottato fino all’ultimo ma come dice il saggio: “tra i due litiganti il terzo gode”! E così è stato perché prima della 38esima giornata erano loro a dominare il Fanta…Centro e bastavano pochi gol per aggiudicarselo ma le sorprese non sono mancate, come nel corso della stagione che sembrava per alcuni già decisa mesi fa con la vittoria di Shadows di Dario Castellano, che però è crollato sul più bello del torneo. Non si può dire che sia stata un fantacalcio normale quello di quest’anno, caratterizzato da numerose chicche che hanno contribuito a renderlo divertente e piacevole a chiunque vi partecipasse. Una curiosità importante che forse è stata l’artefice della vittoria finale è stata la scelta di acquistare Cavani, anche se ha saltato ben tre partite dopo il mercato di aprile condizionando alcune scelte tattiche e forse con lui in campo le cose sarebbero andate in modo diverso per alcune squadre. E’ stata incredibile la poca fiducia riservata ad alcuni calciatori come Floro Flores, acquistato solo dall’ Internapoli, Maggio, Robinho e Cerci che hanno fatto la differenza nelle ultime gare. La squadra ad aver totalizzato più punti nelle ultime sei giornate è la squadra dei Borriello’s Team seguita subito da Atletico Sant’Agostino che si è battuto per le prime posizioni chiudendo al sesto posto. E’ stato incredibile anche il punteggio più basso del Fanta…Centro di 7 punti appartenente a Mascarinho Fc che chiude all’ultimo posto in classifica. Grande stagione per La Cupola di Vincenzo Russo ed Emanuele Ambruoso, autori di una rimonta straordinaria e First Lady, la squadra di Maria Vittoria e Gennaro Russo, vincitore del Magic Cup Gazzetta nel 2007, che pur partendo da un punteggio minore arrivano ai piani alti della classifica. La prima ragazza in gara è Rita Bevacqua con Archiengee, mentre Lemon di Flavia D’Esposito e Scintilla II di Antonella Coppola chiudono con onore. La curiosità più grande ci arriva dal vincitore che per tutto il torneo mai è stato al primo posto e all’ultima per la prima volta sale sulla vetta della classifica nel momento decisivo con una rimonta incredibile guidata all’ultima giornata dalla parata di Amelia su Di Natale e dai gol di Pazzini, Palacio e da quello decisivo proprio di Maggio che ha tolto i dubbi sull’ascesa della squadra dei Chicharito’s. Grazie ai partecipanti e ancora complimenti ai primi tre, ci rivediamo per la festa finale di premiazione e poi appuntamento per la prossima stagione con un Fanta…Centro ricchissimo di novità!

Diego Armando: due nomi, una certezza

Clicca qui per vedere il video del discorso del Sindaco di Piano di Sorrento, Giovanni Ruggiero, alla presentazione del libro “Volevamo essere Maradona” organizzato dal giornale Il Centro. (Il link rimanda ad una pagina Facebook). Per vedere le foto dell’evento vai su Foto -> Eventi nella sezione del sito.

UN CALCIO...AL PASSATO - La sala durante la proiezione del booktrailer di Pasquale Vitiello

Facile avvicinare, in tutti i luoghi onorati del panorama della città di Napoli, calcio, cultura, letteratura ed altri mondi altrimenti lontani tra di loro. Basta fare un solo nome, anzi tre: Diego Armando Maradona. Un nome pronunciato, ricordato, discusso lo scorso 5 maggio durante l’evento “Un calcio…al passato”, organizzato dalla cooperativa Akmàios, patrocinato dal Comune di Piano di Sorrento e tenutosi al centro culturale comunale. Una serata dedicata ai ricordi e alle parole che arricchiscono il variegato universo maradoniano: parole emozionanti e anche un po’ malinconiche come quelle scritte nelle pagine del libro di Rosario Cuomo “Volevamo essere Maradona”, intervistato nel numero dello scorso dicembre de Il Centro e finalmente a Piano per presentare in prima persona la sua piccola, profonda, stupefacente creatura letteraria. Intervistato da Francesco Bevacqua, l’autore ha raccontato ai numerosi tifosi e appassionati l’aneddoto, il pretesto del suo testo: l’arrivo del campione di Villa Fiorito ad Agerola, paese natale di Cuomo e dell’ex medico sociale del Napoli Emilio Acampora, per un sorprendente motivo; parole incoraggianti come quelle pronunciate dal sindaco Giovanni Ruggiero, grande tifoso del Napoli che durante proprio saluto iniziale ha ricordato l’importanza di avere idee e di creare cultura e spazi di comunicazione soprattutto tra i giovani; parole piene d’esperienza come quelle del più grande tifoso del Napoli di Piano, e forse del mondo, Antonio Irolla, fondatore del club più antico della Campania e scrigno di curiosità, immagini, avventure in casa ed in trasferta e come quelle di Salvatore Albano, ex difensore di Napoli e Sorrento ed oggi allenatore-educatore dei ragazzini pronti ai primi calci. Tra gli altri interessanti motivi un curioso e simpatico siparietto protrattosi per tutto l’incontro proprio tra il mister Albano e Rosario Cuomo, reo di aver abbandonato la fede azzurra e di aver abbracciato quella nerazzurra dopo l’addio del numero dieci degli scudetti e della coppa Uefa. La “tensione” della rivalità sportiva tra il tifoso interista ed un ex calciatore ancora scosso dai pesanti cori da sempre rivolti contro la città e la squadra partenopea si è dissolta senza conseguenze, con l’augurio del mister a Cuomo di tornare presto sui propri passi. A suggerire domande per i protagonisti e le loro risposte sono stati alcuni video proiettati grazie all’aiuto tecnico di Salvatore, custode della biblioteca comunale che hanno sottolineato la doppia accezione del titolo della serata. Dopo l’apertura dedicata al booktrailer di “Volevamo essere Maradona”, creato da Pasquale Vitiello sulle note di Manu Chao, varie immagini legate al campione argentino: l’ultimo gol mondiale di Maradona con la nazionale argentina, il famoso epiteto rivolto ai tifosi italiani che fischiavano l’inno biancazzurro durante Italia ’90, il tacco del Diego ct, sublime anche dalla panchina, in Sudafrica e l’ultimo gol di un giocatore del Napoli, Roberto Sosa, con la maglia numero dieci prima che venisse definitivamente ritirata. L’ultima perla ha dato l’avvio ad un dibattito sul calcio d’oggi e sul Napoli attuale, mai così vicino ai fasti degli anni ’80. Tutti d’accordo sul fatto che dare “un calcio al passato” non sia possibile. Maradona resterà sempre nei cuori dei tifosi, sui fili d’erba del San Paolo e su quel muro di un cimitero dove apparvero dopo il primo scudetto una scritta la sera ed una la mattina dopo: recitavano “E che ve’ site persi” seguito da un commovente, straordinario “E chi ve l’ha detto?”. Tutti d’accordo: volevamo, vogliamo, vorremo sempre essere Maradona.