Diego Armando: due nomi, una certezza

Clicca qui per vedere il video del discorso del Sindaco di Piano di Sorrento, Giovanni Ruggiero, alla presentazione del libro “Volevamo essere Maradona” organizzato dal giornale Il Centro. (Il link rimanda ad una pagina Facebook). Per vedere le foto dell’evento vai su Foto -> Eventi nella sezione del sito.

UN CALCIO...AL PASSATO - La sala durante la proiezione del booktrailer di Pasquale Vitiello

Facile avvicinare, in tutti i luoghi onorati del panorama della città di Napoli, calcio, cultura, letteratura ed altri mondi altrimenti lontani tra di loro. Basta fare un solo nome, anzi tre: Diego Armando Maradona. Un nome pronunciato, ricordato, discusso lo scorso 5 maggio durante l’evento “Un calcio…al passato”, organizzato dalla cooperativa Akmàios, patrocinato dal Comune di Piano di Sorrento e tenutosi al centro culturale comunale. Una serata dedicata ai ricordi e alle parole che arricchiscono il variegato universo maradoniano: parole emozionanti e anche un po’ malinconiche come quelle scritte nelle pagine del libro di Rosario Cuomo “Volevamo essere Maradona”, intervistato nel numero dello scorso dicembre de Il Centro e finalmente a Piano per presentare in prima persona la sua piccola, profonda, stupefacente creatura letteraria. Intervistato da Francesco Bevacqua, l’autore ha raccontato ai numerosi tifosi e appassionati l’aneddoto, il pretesto del suo testo: l’arrivo del campione di Villa Fiorito ad Agerola, paese natale di Cuomo e dell’ex medico sociale del Napoli Emilio Acampora, per un sorprendente motivo; parole incoraggianti come quelle pronunciate dal sindaco Giovanni Ruggiero, grande tifoso del Napoli che durante proprio saluto iniziale ha ricordato l’importanza di avere idee e di creare cultura e spazi di comunicazione soprattutto tra i giovani; parole piene d’esperienza come quelle del più grande tifoso del Napoli di Piano, e forse del mondo, Antonio Irolla, fondatore del club più antico della Campania e scrigno di curiosità, immagini, avventure in casa ed in trasferta e come quelle di Salvatore Albano, ex difensore di Napoli e Sorrento ed oggi allenatore-educatore dei ragazzini pronti ai primi calci. Tra gli altri interessanti motivi un curioso e simpatico siparietto protrattosi per tutto l’incontro proprio tra il mister Albano e Rosario Cuomo, reo di aver abbandonato la fede azzurra e di aver abbracciato quella nerazzurra dopo l’addio del numero dieci degli scudetti e della coppa Uefa. La “tensione” della rivalità sportiva tra il tifoso interista ed un ex calciatore ancora scosso dai pesanti cori da sempre rivolti contro la città e la squadra partenopea si è dissolta senza conseguenze, con l’augurio del mister a Cuomo di tornare presto sui propri passi. A suggerire domande per i protagonisti e le loro risposte sono stati alcuni video proiettati grazie all’aiuto tecnico di Salvatore, custode della biblioteca comunale che hanno sottolineato la doppia accezione del titolo della serata. Dopo l’apertura dedicata al booktrailer di “Volevamo essere Maradona”, creato da Pasquale Vitiello sulle note di Manu Chao, varie immagini legate al campione argentino: l’ultimo gol mondiale di Maradona con la nazionale argentina, il famoso epiteto rivolto ai tifosi italiani che fischiavano l’inno biancazzurro durante Italia ’90, il tacco del Diego ct, sublime anche dalla panchina, in Sudafrica e l’ultimo gol di un giocatore del Napoli, Roberto Sosa, con la maglia numero dieci prima che venisse definitivamente ritirata. L’ultima perla ha dato l’avvio ad un dibattito sul calcio d’oggi e sul Napoli attuale, mai così vicino ai fasti degli anni ’80. Tutti d’accordo sul fatto che dare “un calcio al passato” non sia possibile. Maradona resterà sempre nei cuori dei tifosi, sui fili d’erba del San Paolo e su quel muro di un cimitero dove apparvero dopo il primo scudetto una scritta la sera ed una la mattina dopo: recitavano “E che ve’ site persi” seguito da un commovente, straordinario “E chi ve l’ha detto?”. Tutti d’accordo: volevamo, vogliamo, vorremo sempre essere Maradona.

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