Nozze d’argento per il gruppo ministranti

Articolo di: Stanislao Macarone Palmieri

nozze d'argento ministranti. Foto Peppe 105

La data era segnata, i cuori erano pronti, ma forse pochi l’immaginavano così. Il 25° anniversario del gruppo ministranti della basilica di S. Michele Arcangelo, festeggiato domenica 15 maggio, resterà nella storia di questa parrocchia un momento di forte unione che ha lasciato il segno non solo in chi era sull’altare ma probabilmente anche in tutta l’assemblea.

Una corona di ministranti incorniciava tutto l’abside e non si poteva che restare con il fiato sospeso almeno per qualche minuto nel rivedere tanti volti che hanno segnato il gruppo: generazioni di uomini che si incontrano in Gesù, padri, nonni, giovanissimi, tutti giullari alla corte più bella, tutte pecore che entrano nella porta giusta perché riconoscono il pastore della loro vita.
Tanti sono stati i momenti toccanti e commoventi: dai brevi discorsi di Mario Casa e Rocco Gargiulo, i due responsabili che si sono succeduti in questi anni, alla vista di tanti che sono saliti anche in ritardo ma che hanno trasmesso quell’orgoglio di essere parte di questa famiglia.
Nozze d’argento… un matrimonio tra ministranti e Gesù. Un amore che non si spegne con il passare delle generazione, ma anzi che si rafforza ad ogni Eucarestia a stretto contatto con Lui.
Il testo è tratto dall’edizione del 26 giugno 2011. Per richiedere questa edizione (numero 48) contatta la redazione.
Un emozionante revival in cotta e talare
Articolo di: Pasquale Santovito
nozze d'argento ministranti. Foto Peppe 105

«La storia siamo noi…» ripete più volte De Gregori nella omonima canzone che sicuramente una volta nella vita abbiamo tutti ascoltato. Noi ministranti della parrocchia di San Michele Arcangelo di Piano di Sorrento facciamo parte di questa storia e la continuiamo a scrivere di domenica in domenica, di celebrazione in celebrazione, di anno in anno. La arricchiamo con le nostre vite, le nostre storie e la nostra originalità. Chiunque sia passato in questo gruppo ha lasciato qualcosa di sé e preso altrettanto da altri. Tante vite che si sono lasciate scottare dal “Fuoco”; alcuni che hanno deciso di bruciare la propria esistenza per quel Fuoco.

Tanti i nomi e i volti che si sono susseguiti in questi anni. Quasi trecento persone hanno vestito cotta e talare e hanno occupato un posto sull’altare. Molte storie di vocazioni nascono proprio dal gruppo Ministranti, gruppo “Valanga”, “trasversale”, dove non è necessario essere coetanei per poter stringere amicizia e trovare un punto di appoggio.
Tutto nacque, si potrebbe dire, per “sfida” nel 1986. Gli animatori Acr di quegli anni, insieme con l’allora guida spirituale, don Arturo Aiello, erano alla ricerca di un modo per rendere più partecipi alla messa gli accierrini della fascia 12-14 anni. Si propose, allora, di istituire il servizio all’altare a loro misura. Apparvero, quindi, le figure di Andrea Branca, Mario Casa, Peppe Russo, Umberto Iaccarino (chiedo scusa a tutti coloro che non sono riuscito a nominare). Agli inizi, un vero e proprio responsabile del gruppo non c’era. A curare il gruppo ci pensava l’allora seminarista Giovanni “Niger”; dopo qualche tempo a coordinare i ragazzi, a domeniche alterne, ci furono Andrea Branca e Mario Casa. Questo primo gruppo di ministranti, in effetti, non ebbe “ricambio” in Acr: i primi ragazzi, infatti, proseguirono fino agli anni di Acg e pertanto, si pensò bene di “reclutare nuove leve” solo fra i ragazzi dai 14/15 anni in poi. Proprio Mario diventerà responsabile del gruppo e lo porterà avanti per molti anni, precisamente fino a Pasqua del 1999, sul monte S. Costanzo, dove passerà il testimone a Rocco Gargiulo – allora diciannovenne – e tuttora responsabile del gruppo. A questa data, molti ministranti della “vecchia guardia” sono molto affezionati. Proprio Rocco mi racconta, con tanto stupore, un ritiro ministranti che lo vede appena adolescente dove ricorda gesti “folli” di alcuni ministranti nel donare all’altro qualcosa a cui si era particolarmente attaccati: indimenticabile il gesto di Guido Branca nel donare a Rito Maresca il suo inseparabile zaino; o il gesto di Mario di gettare nel bosco una catenina della sua allora fidanzata.
25 anni ministranti Piano, Foto Peppe105

Un ricordo simpatico dei primi ministranti è legato al fatto che per molto tempo sono stati il gruppo “ufficiale” di servizio all’altare per le celebrazioni importanti, a livello diocesano: allora don Arturo portava questi ragazzi con sé alle varie liturgie. Mario ricordava il servizio svolto a Casarlano, a Sorrento, per l’ordinazione diaconale di Giovanni “Niger”; di don Pasquale Vanacore a Massaquano; ma anche le celebrazioni dei “Ministeri” durante l’anno.

Al momento dell’istituzione del Seminario Minore a Vico, il servizio all’altare diventò compito solo dei seminaristi. Una vera e propria esplosione di ministranti giovanissimi (escludendo gli animatori), s’è verificata lungo tutto il decennio degli anni ‘90. A questa epoca appartengono tanti nomi che resteranno per sempre nella memoria del gruppo: basti pensare a Domenico Cassandro e Rito Maresca, entrambi parroci ora, rispettivamente nelle parrocchie di Moiano e Massa Lubrense. A Domenico e Rito è legato un ricordo particolare soprattutto per aver svolto il ruolo di turiferario, nel Gruppo. Qui non ci sono compiti stabiliti e fissi, è chiaro, ma quello del turiferario è un ruolo ambito e ammirato un po’ da tutti: dà l’idea del perfetto ministrante adorante, amante. Piccola nota: tutti i turiferari che si sono seguiti negli anni, hanno avuto la “piccola” peculiarità di essere tutti mancini. Una coincidenza e casualità, in un certo senso, mitizzata. In questi anni, a rivestire questo ruolo, sono stati: Domenico, Rito, Salvatore Russo, (cugino di Rito, che lasciò il suo posto per entrare in seminario. Scontato dire che ci fu dell’ironia su questo passaggio di consegne, il successivo dopo due di seguito che entravano in seminario!) Rodolfo Santovito, Nello D’Alessio (destro, però, e attuale seminarista) e Giuseppe (“Pepi”) Arma, turiferario in carica. Nell’estate fra il 1990 e il ‘91, ricorda Mario, alcuni ministranti (fra i quali lui, Andrea, Peppe…) guidati da Tonino de Maio, seminarista in quegli anni, si vedevano tutte le mattine in basilica – dopo aver partecipato alla messa delle 6.30 del mese di Giugno – e, terminata la rituale colazione in canonica, si dedicavano all’iconografia. Terminato il laboratorio, tennero una mostra/vendita di queste icone e con parte del ricavato, realizzarono la croce dorata (disegnata da Peppe Russo) che è posta sull’altare…
Il gruppo ministranti è importante, qui a Piano, perché è la culla di tante vocazioni: tanti attuali sacerdoti, tra cui don Pasquale Irolla, sono passati attraverso il gruppo e tanti seminaristi hanno trovato in questo gruppo il trampolino di lancio per la loro strada: Michelangelo Gargiulo, Emmanuel Miccio, Paolo Anastasio, Salvatore Iaccarino, Alfonso de Gregorio, Nello D’Alessio, Christian Cicirelli.
Nel vecchio armadio in sacrestia, dove si posavano le vesti dopo la Messa, c’era una scritta fatta a penna che diventò lo slogan (e lo è tuttora) del nostro gruppo: “L’Orgoglio di essere ministrante“.
È proprio vero. È un orgoglio, un onore, un privilegio essere ministrante. Diventa una seconda pelle della quale non potrai fare a meno, una volta che l’hai addosso. La cotta e la talare diventano un vestito che, cucito addosso, “condiziona” il tuo modo di agire e di pensare. È quello che è successo a me e che, certamente, è avvenuto in ognuno di noi che è passato e che ancora c’è. Non si può essere uguali dopo aver indossato il nero della «morte vera» e il bianco «che la Pasqua sempre canta», come recita il nostro inno. Non si può restare se stessi ogni volta che si serve il Signore. Questo gruppo mi ha dato tanto e continua a darmi tanto. Sperando di poter mettere la mia firma anche il prossimo venticinquesimo. Amen.
Il testo è tratto dall’edizione del 26 giugno 2011. Per richiedere questa edizione (numero 48) contatta la redazione.
La dedica della comunità e di Tonino , il sacrista
Presso lo stand di distribuzione della scorsa edizione del giornale “Il Centro”, il 29 maggio 2011, la redazione ha messo a disposizione dei lettori di San Michele Arcangelo un quaderno dove scrivere un pensiero ai ministranti. Eccone di seguito alcuni:
♦ Siete un dono splendido per la nostra comunità!!!
♦ Siate davvero e per sempre autentici portatori e diffusori della fede cristiana. Auguri! Club Napoli di Piano nella persona di Antonio Irolla
♦ Aiutateci a vedere il Signore! Michela Mastellone
♦ Auguri di tutto cuore Carmela D’Alessio
♦ Ricordando chi vi ha dato il primo impulso, Arturo, tanti cari auguri! Peppe Bagno
♦ Indossate la vostra talare e la voglia cotta con orgoglio
♦ L’orgoglio di essere ministrante! Marco Coppola
♦ Ordinate le vesti del vostro armadio!!! Il sacrista
SCRIVI ANCHE TU LA TUA STORIA: aggiungi qui il tuo augurio e/o la tua testimonianza con un commento a questo articolo

2 risposte a "Nozze d’argento per il gruppo ministranti"

  1. diacono Gianpiero 26 giugno 2011 / 23:27

    E’ la Vostra storia… ma stare in mezzo a Voi, e condividere, Provvidenzialmente, alcuni momenti “storici” è e certamente sarà un orgoglio anche per chi, come me, viene da un paese lontano, oltre Scutolo… L’accoglienza che io ed i miei confratelli abbiamo ricevuto e riceviamo nella sagrestìa di San Michele ci ha, tantissime volte, spinti a Pregare per tante comunità parrocchiali che sognano la “confusione” lamentata da Tonino il Vostro sagrista… Il Collegio dei Diaconi dell’Arcidiocesi è anch’esso, per quanto gli compete, se si può azzardare questa cosa, nato nella culla del Vostro stare insieme… e per questo ci sentiamo un pò dei Vostri…Auguri di cuore… Duc in Altum…e Pace…

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