OCCORRE ESSERE TEMERARI PER DICHIARARSI CRISTIANI

Per la prima volta dopo quasi cinque anni di costanti pubblicazioni mensili, il Centro edita proprio la notte della Vigilia di Natale, in un tempo di attesa e incertezza in cui l’animo è generalmente cauto e prudente. In questo tempo “Il Centro” non ha paura di gridare “É nato“.

É questo l’atto di fede dell’unica rivista socio-religiosa della Penisola Sorrentina che ha creduto e crede tuttora fortemente nell’informazione che definirei “alternativa”, cioè nell’informazione non solo corretta da un punto di vista deontologico – il che è raro a trovarsi ultimamente – ma soprattutto in un’informazione che prediliga e “metta al centro” coloro che parlano di iniziative sociali, di solidarietà cristiane, di arte e cultura locale al posto della notizia che “tira” ma non piace o della polemica bagatellare, che allontana l’uomo dal giornalismo e dalla politica. E noi questo “credo”, che ha costituito il razionale della nostra nascita, non intendiamo barattarlo con le strategie di mercato, ma valorizzarlo e annunciarlo finchè avremo altrettanti lettori che sostengono e apprezzano la nostra “scelta di campo”.

Cosa c’entra tutto questo col Natale? Festeggiare il Natale è una scelta e un privilegio: non tutto il mondo oggi si ferma a pensare alla nascita di Gesù, non tutto il mondo è cristiano. In un tempo relativamente breve rispetto alla storia della Chiesa e del cristianesimo, siamo passati dal pregiudizio verso chi non era cristiano al pregiudizio verso chi si professa tale, fino ad arrivare alla tragedia delle persecuzioni. “Sono ancora tanti i Paesi dove «occorre divenire temerari per dichiararsi cristiani». In Turchia ad esempio, confidano molti cristiani, «conviene farsi dimenticare» per non essere perseguitati. Mentre nella Corea del Nord la persecuzione anticristiana arriva al fatto che «circolano per le strade dei poliziotti in borghese. Se si accorgono di un individuo che chiude gli occhi, sembra parlare a se stesso o meditare, si tratta per loro necessariamente di un cristiano che prega. Procedono allora all’arresto immediato senza fornire la minima spiegazione»”.

Tutto questo deve farci riflettere sull’importanza che diamo oggi al Natale e all’informazione cristiana e su quella che, invece, le daremmo un domani se iniziasse a diventare, anche per noi, un diritto negato.

Buon Natale di cuore da parte di tutta la redazione de “Il Centro”

Costanza Martina Vitale

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