Da Angelo Vassallo alle nuove frontiere della criminalità organizzata: «Dio ha detto una volta: non uccidere»

Copertina – Edizione di settembre 2011

Esattamente un anno fa nell’edizione di settembre 2011 ricordavamo (vedi immagine in basso) il primo anniversario dalla morte di Angelo Vassallo, Sindaco di Pollica, ucciso cruentemente in quello che si configurerà ben presto come un agguato di stampo camorristico. Il tributo al Sindaco pescatore – così lo chiama la sua gente – si inseriva in un’edizione dedicata proprio alla violenza meschina della criminalità organizzata. In copertina un titolo: “La Chiesa contro la camorra“. E all’interno l’intervista a don Luigi Merola, “il prete anti-camorra” che da quando ha deciso di dar voce all’omertà dilagante è costretto a vivere sotto scorta (quest’estate don Luigi Merola ha presentato a Vico Equense il suo nuovo libro, per saperne di più clicca QUI) e la storia di don Aniello Manganiello, il prete “pane e verbo” che a Sorrento, con la sua particolare verve, ribadì la necessità di fatti concreti e di condivisione in realtà come Scampia. Esempi di una Chiesa che esce dalle chiese, che si incarna nel prossimo e che combatte il male rimboccandosi per prima le maniche ma che risponde, inconsapevolmente, anche ai pregiudizi e agli episodi di mala-evangelizzazione di cui si è spettatori negli ultimi tempi. Ma non solo.

L’edizione di settembre 2011 del giornale “Il Centro” diede voce anche ad un altro tipo di criminalità organizzata, meno radicata nel sentire odierno: la pirateria. Piano di Sorrento stava vivendo proprio in quel periodo l’ansia e l’attesa per Gianmaria Cesaro, giovane marittimo rapito sulla Savina Kaylin, e il padre Antonio affidò a noi le sue parole disperate: «Temo che mio figlio possa essere ucciso». Oggi che, fortunatamente, l’incubo per Gianmaria, la sua famiglia e la comunità carottese tutta, è un lontano, seppur spaventoso, ricordo, resta la domanda che accompagna ogni gesto di violenza: perché? E in un silenzio inerme rimbombano le parole pronunciate nel ’93 ad Agrigento, dall’indimenticato Giovanni Paolo II: «Dio ha detto una volta: non uccidere. Non può l’uomo, qualsiasi uomo, qualsiasi umana agglomerazione, non può cambiare e calpestare questo diritto santissimo di Dio. Nel nome di Cristo, mi rivolgo ai responsabili: convertitevi! Un giorno verrà il giudizio di Dio!».

I.F.

© Riproduzione Riservata. Giornale Il Centro – Akmàios Edizioni

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